Da sempre più tempo sono oramai convinto che la qualità in Italia di un certo genere musicale sia superiore ad altre scene europee. Parlo di quel misto di stoner/garage/fuzz che da un po' di anni ci sta regalando tantissimi gruppi davvero impressionanti:
Ojm,
Smalll Jackets,
Torquemada,
Grand Sound Heroes,
Alix,
Midryasi,
Kill The Easter Rabbit e sopratutto gli
El-Thule. La band bergamasca giunge all'importantissimo secondo album dopo che con il debut di tre anni fa, "No Guts, No Glory", erano riusciti a suonare nei festival di mezza Europa facendo da spalla a band come
Orange Goblin,
Witchcraft e
On Trial. L'inizio è affidato a "Shaman", riff maestoso a giro che si scatena in un boogie stoner rabbioso davanti al quale si rimane impotenti. E' strepitosa la voce di Mr. Action, uno che oltre a ululare canta anche (una rarità di questi tempi). "La Cruda" è rassicurante quasi come le urla che alleviano un dolore, fuzziana e pesantissima allo stesso tempo con una coda finale da infarto. "Adam Bomb" (uh, l'avranno dedicata a quell'
Adam Bomb?), è incontrollata, una scheggia impazzita con assoli wha wha e batterista che getta le bacchette per usare due spranghe di ferro. L'atmosfera è quella di una musica caldissima, bollente, e anche l'uso della lingua spagnola nei titoli ne contribuisce ad aumentare l'effetto, come nella strumentale psichedelica "La Muela Del Diablo", che dopo un lungo, iniziatico intro preparatorio si fa sommergere da tom-tom tribali e parte una folle corsa verso il più buio dei mondi. C'è spazio anche per un brano come "Black Mamba" il cui riff iniziale sembra provenire da un disco degli
Iron Maiden! Fortunatamente (o no?) poi le atmosfere plumbee ritornano a impadronirsi della scena. Questo è un disco di importanza capitale per il genere. Sessanta minuti difficili da dimenticare.
Dante NataleEl-ThuleMy SpaceGo Down Records