Ci sono grandi storie che vogliono rimanere piccole con tutte le proprie forze. Ci sono storie che vogliono essere raccontate sottovoce. Quando cala la sera e i silenzi diventano giganti dalle lunghe mani. Ci sono gruppi come gli
Isabel At Sunset. Che tagliano il nastro dell'esordio con quella forza, con quelle storie, sorretti da quelle mani. Cinque ragazzi di Parma chiusi negli studi de la
Fabbrica Di Plastica per sospingere un altro debutto quello della label
Tea-Kettle. Una scintilla artistica che genera calore ed undici brani tornati da un viaggio premio a Stockton. Il sole della California irradia magia e scintilla tra le venature lo-fi di un album che si fa amare dal primo secondo dopo il "play". Da quando "Hey Dude" lascia intendere che il resto sarà della stessa dolcissima confettura. L'indie chitarristico che melodioso trafigge, trapassa, scuote. Come solo sanno fare le grandi storie che vogliono rimanere a guardare il mondo. Con tutto il cuore che c'è.
Emanuele TamagniniIsabel At SunsetTea-Kettle Records