HOMEPAGE/ARCHIVIO


Vasco Brondi

 









Intervista LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
L'Emilia grida

Intervista raccolta da: Filippo Bizzaglia




Capita alle volte che una canzone ti prende all'istante, già dopo pochi secondi è chiaro che quella voce non mollerà per un pezzo i tuoi neuroni mnemonico-musicali. Nel caso di Vasco Brondi e il suo progetto Le Luci Della Centrale Elettrica sono le sue liriche esasperate e gridate che calamitano l'attenzione. E sullo sfondo una chitarra acustica distorta all'inverosimile, rabbiosa come poche se ne sentono. Così pesante il modo in cui la suona che dopo quella sera del 29 novembre al Circolo degli Artisti la mia chitarra acustica la tratto con i guanti di gomma, quasi potesse ferirsi di brutto anche lei. Ma la stessa sera, dopo la sua discesa dal palco, ho parlato due minuti con Vasco e qualche tempo dopo - e un paio di e-mail - ecco qui una breve intervista al giovane cantautore ferrarese.

Perché un nome collettivo, semplice scelta stilistica o virata dal significato più profondo?

Entrambe le cose, è un progetto che non parla solo di me, rubo dalle conversazioni dai libri che leggo dagli edifici che abbiamo attorno, non è la mia autobiografia non me la sentivo di dargli il mio nome. Il mio nome non significa niente, invece Le Luci Della Centrale Elettrica da già un panorama, uno sfondo per le canzoni, è evocativo di qualcosa.

Da qualche parte ho letto che sei cresciuto ascoltando CCCP, CSI e Massimo Volume, e non gruppi anglofoni come Nirvana o Radiohead. Come ti poni nei confronti della musica straniera e pensi ti abbia formato per quello che suoni ora?

Onestamente ho sempre ascoltato quei gruppi e tutti i cantautori, De Gregori, De Andrè, Battiato. Penso che sia un progetto che prende e mischia alcune cose che sono state fatte in Italia. Penso che la musica straniera non mi abbia formato più di tanto, penso anche che non sia la musica che ho ascolti a formare una persona o un musicista, che siano le esperienze che vivi le persone che ascolti il posto in cui vivi quello in cui vorresti vivere a formarti, non i gruppi musicali itliani o stranieri che siano.

Domanda analoga a quella di prima. le tue canzoni, per come sono struttate e soprattutto per come le suoni dal vivo, si ha l'impressione che debbano molto al punk. Il movimento londinese del '77 ti ha influenzato completamente, in parte, per niente?

Del movimento londinese del' 77 non me ne frega assolutamente niente. Mi interessa molto di più il punk hardcore italiano degli anni '80, Quinto Braccio, Impact, Nabat, mi piaceva l'attitudine lo sputtanarsi l'estremismo la semplicità l'immediatezza l'urgenza.

Come sono nate le tue prime canzoni? E quello che fai adesso è frutto di una qualche evoluzione musicale o c'è stato piuttosto un momento di rottura?

Alcune delle prime canzoni che ho fatto sono anche sul disco che sto registrando adesso, mi sono venute fuori subito così, ne avrò scartate due. Ma mi ci sono sbattuto sopra parecchio, sono molto lento a farle.

Sono venuto a sapere dell'incontro con Moltheni dentro la Feltrinelli a Bologna che ha dato inizio a tutta la serie di concerti e ora anche al disco. Cos'è successo di preciso quel giorno?

Ma niente appunto, l'ho incrociato, l'ho salutato e gli ho detto impacciatamente che avevo fatto delle canzoni e che mi faceva piacere se le ascoltava. E lui per gentilezza sua le ha ascoltate e poi gli sono anche piaciute e mi ha chiesto se gli aprivo qualche concerto. Il disco non c'entra niente.

Stai lavorando al tuo primo album, con la collaborazione di Giorgio Canali. Com'è nato questo progetto, e ce ne sono altri in vista?

È nato perchè anche a lui ho propinato il mio demo di dubbio gusto e gli è piaciuto, spero che in vista ci sia qualche concerto assieme, in cui suona con me la chitarra magari quando esce il disco.

Quando uscirà il tuo disco, e soprattutto come si potrà intercettarlo?

Se tutto va benissimo, cosa che accade raramente dovrebbe uscire a Febbraio-Marzo, e lo si potrà trovare come tutti i dischi inutili nei negozi e sul sito dell'etichetta che ancora non si sa quale sarà.
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