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Action, Please!

 









Recensione KOBENHAVN STORE [Action, Please! - 42 Records 2008]
Emozioni ai lati del cuore

Un vero piacere tornare ad occupare alcune righe di questo sito per raccontare una nuova avventura dei piacentini København Store. L'esordio sulla romana 42 Records si appresta a divenire (e i dubbi qui cadono subito tutti) uno degli album italiani da circolettare di rosso nell'anno in corso. Il 2008. Che sarà quello della definitiva conferma globale del revivalismo shoegaze. Si, perchè i quattro ragazzi emiliani hanno nelle corde e soprattutto nel cuore i riverberi e le lunghe cavalcate strumentali che hanno reso grande una parte del Regno Unito agli albori della decade '90. Seppur il lato emozionale sia evidentemente più marcato nella riuscita live, 'Action, Please!' ne smussa infatti alcuni tratti più cerebrali, i nostri compongono un piccolo gioiello di canzoni dream pop che restano in testa dal primo all'ultimo secondo di incisione ottica. Si erge in apertura la definitiva 'Postcore' (il brano shoegaze italiano più bello di sempre) alla quale si aggiungono di gran carriera le altre sette tracce che risplendono e penetrano come raggi di sole autunnale non curanti della caducità del tempo attorno. Collaborano a rendere l'album più prezioso e importante alcuni "amici" come Alessandro Raina (Amor Fou) , Jonathan Clancy (Settlefish), Fabio Campetti (EdWood) e Simone Magnaschi dei gloriosi Stinking Polecats. Un viaggio cardinale tra il nulla etereo dell'Islanda, le lande brumose della Scozia e la stanza più bella. La stanza dell'anima.

Emanuele Tamagnini


København Store
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42 Records
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