Quarto disco per i
Bandage, di cui però ignoravo, a mia colpa, l’esistenza. Il disco è per metà autoprodotto e per metà esce per la
Peteran Records di cui avevamo già recensito i soleggiati
False Friends. I
Bandage invece hanno ascoltato altri dischi, altri suoni. Metterli tutti nel calderone è inutile, così come è inutile parlare di indie rock, che significa tutto e nulla, ma ecco, diciamo che gruppi come gli ultimi
Husker Du e i
Motorpsycho, devono aver girato parecchio nel lettore di questi ragazzi di Novara. Il disco presenta solo un lieve difetto che è quello della produzione forse un po' bassa e sporca perchè per il resto c’è di che essere soddisfatti. All’interno del loro rumore c’è sempre una melodia, sia che siano le chitarre a costruirla, come nella strumentale e inziale ‘Dancing With The President’, sia che tocchi alla voce nella seguente ‘Baru Baru’, canzone dai toni amari e neri. Tono amaro che proseguirà per tutto il disco tanto che ‘All The Shivers’ ha un ritornello quasi disperato. Ma la forza dei
Bandage sta nella musica, eclettica, viscerale, rumorosa, elettrica, sentita, cruda e semplice allo stesso tempo. Otto brani eccelsi, senza nessun riempitivo. Peccato, come detto, per la produzione.
Dante NataleBandageMy SpacePeteran Records