Segnatevi questo nome. Subito. Cerchiatelo, evidenziatelo, scrivetelo sulla vostra Moleskine piena di poesiole e date di concerti. Sono i
Butcher Mind Collapse, piccoli farabutti della scena marchigiana già alle prese con band come Guinea Pig, Lebowski, Jesus Franco & The Drogas. 19 minuti furenti di indie blues freejazz rock che spazza via tutte le melodie e le stupidaggini da teenager grazie anche ad un uso del sassofono molto free, alla maniera di
John Zorn. Pezzi che sembrano coltelli affilati che penetrano nella carne. Sentire l’inizio di ‘Monkeys Don’t Suck’ per credere o il finale frastagliato di ‘Nazi Chicken’. Un disco depravato nei testi, nella copertina e nella musica. Cerebrali quanto basta per farmi dimenticare tutto il resto che dovevo recensire in questi giorni. Un disco drogato e malato dal cui ascolto si esce arrabbiati, incazzati, stralunati. Si esce vivi.
Dante NataleButcher Mind CollapseBloody Sound RecordsValvolare RecordsSweet Teddy Records