HOMEPAGE/ARCHIVIO


Elizabeth Anka Vajagic


Marianne Nowottny


Okkyung Lee


Il suo album

 









La pozione di Hag: valanga frigida di cubetti di ghiaccio
Solo alcune brevi news da recuperare e scongelare... per tempo

Pensavate che questa rubrica fosse andata precocemente in pensione? Che fosse nata precocemente e che abbia sostato troppo a lungo in incubatrice? Che non fosse mai realmente nata? Illusi.
E dunque mi premeva recuperare quanto non detto riguardo alcune uscite dell'anno ancora in corso. Molte sono state, assai. Ma va sempre, necessariamente adottato un criterio selettivo. L'argomento di oggi è "donne alle prese con la sperimentazione". Inziamo da questo ep e finiamo (no, non finiremo mai in realtà) con una serie di female solo artists raggrumata in prossime colate laviche. Il vulcano è quindi attivo, le zolle in perenne movimento, il sole bleffa, la luna vigila e Hag ha le mani in pasta e gira qualcosa nel paiolo. Una pozione per voi! Una pozione a base di ciò che è uscito da poco e ciò che è fuori già da un po'.
E allora iniziamo da Elizabeth Anka Vajagic. Croata d'origine, appartenente alla setta canadese della Constellation, dopo aver dato alla luce (oddio, ma quale luce?) "Standing with the Stillness of this Day", a un anno di distanza si presenta con l'ep intitolato Nostalgia/Pain. Il contenuto è perfettamente in linea col titolo: non passa un filo di luce da queste parti, dalle parti di ognuna delle tre composizioni che danno vita a questo piccolo lavoro infestato e fuligginoso. L'ep veste nero assoluto, total black. Voce profonda, corpulenta, matura e a tratti austera, Elizabeth si manifesta attraverso lamenti infiniti, conati di nostalgia e solitudine. E il tutto, se ben dosato, non è male.
Di tre tracce è fatto anche anche "Skymother mountain" della giovane Marianne Nowottny, prodotto dalla Digitalis Industries. Praticamente un live album se non fosse per l'ultima track registrata in studio dove la ragazza si misura con lo zheng, uno dei tanti tradizionalissimi strumenti cinesi a pizzico. Rivestito da un packaging interessante, l'album ha una tiratura di 100 sole copie. Nonostante i suoi 23 anni, la Nowottny vanta già una ricca produzione alle spalle: debutta nel 1999 con l'album "Afraid of me" per la Abaton Book Company, prosegue poi con una serie di mini albums (sempre in edizione limitata), il doppio "Manmade girl - songs and instrumentals", un live album e recentissimamente "Strange weather from the basement" (sei tracks di improvvisazioni al piano, optigan e tastiera). Interessante ma non stupefacente anche la texture vocale e la sperimentazione interna alla melodia. Per lei voce malinconica, suadente, pastosa e bassa (una voce che a guardarla sembra proprio non appartenerle). A tal proposito, delle connessioni con PJ Harvey divengono quasi inevitabili. La ricorda anche nel rossetto steso male e fuori dal contorno labbra...molto boudoir. Ma che importa? Per tutto il resto lei è Marianne Nowottny.
Meriterebbe invece una piccola nicchia a parte l'album della trentenne coreana Okkyung Lee: "Nihm" (per laTzadik). Che dire? Un gioiellino. La grazia e l'armonia che questa artista riflette attraverso il violoncello non è cosa usuale. Ha collaborato con artisti del calibro di Zeena Parkins e Ikue Mori e partecipato a diversi festivals internazionali. Se c'è una luce da queste parti, è una luce di un blu elettrico molto audace. Una nuance non definita e sporca di grigio, soggetta a mutamenti di colore e ossidazione. Una musica che si muove, iperdescrittiva, suggestiva. Basterebbe la sola "Sky" per fare di questo un album semi-prezioso, un lavoro da custodire e tirar fuori quando il meteo consiglia di stare...dentro. Un violoncello che, con l'eleganza, la vivacità e l'irregolarità di un torrente, riempie spazi vuoti e porta via residui. Una commistione ottimale di musica tradizionale coreana, jazz, improvvisazione, suoni ed altri rumori. Non è un caso che il suo nome sia accompagnato da due paroline: noise+others. L'ingresso ad un mondo fluttuante. Una porta che si apre in prossimità di una duna modellata dall'attività di un vento tiepido. Da tenere a mente.


Mary "superb-lou" Notarangelo
www.musicaroma.it - Il Portale della Musica a Roma