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At The Soundawn


At The Soundawn

 









Intervista AT THE SOUNDAWN
Magma neurotico

Intervista raccolta da Federico Vignali

Sciolti i Dhmnz, in Italia pare esserci un vuoto incolmabile in materia di magma neurotico. Gli At the Soundawn da Modena però, paiono essere uno di quei gruppi maggiormente indiziati a raccoglierne il testimone, tanto che, per tutta la loro carica psichedelica e sperimentatrice, hanno ripetutamente attirato l’attenzione dello stesso Aaron Turner.

Ciao a tutti, volete spiegarci con precisione le ragioni che vi hanno spinto a cominciare da capo come At The Soundawn, non potevate continuare in maniera lineare con il vecchio progetto?

Prima di tutto c’è stata una forte componente innovativa rispetto alla nostra vecchia proposta musicale. Diciamo che il progetto Overself è servito a tastare il terreno o meglio a capire che direzione intraprendere nel nostro percorso. Lavorando molto sulla musica, ma molto di più su di noi e sulle nostre motivazioni personali, sulle dinamiche interne alla band, abbiamo capito che la nostra strada era un’altra. Altra motivazione altrettanto importante è che ci sono un fottìo di band che si chiamano over... qualcosa – in una ricerca in rete ne ho trovate una ventina con all’attivo almeno una pubblicazione. In quel modo, non c’era la possibilità di essere unici e quindi identificabili.

C’è qualche significato particolare dietro questo nome?

Letteralmente significa “all’alba del suono” ed è tratto dall’album “At The Soundless Dawn” dei Red Sparowes. Di significati ce ne possono essere tanti. Per dirne uno... Se intendi alba come origine e quindi come significato originale, potrebbe far riferimento ad una musica che vuole semplicemente soddisfare i sensi, appagarli. Oppure se intendi alba come inizio storico, potrebbe significare un ritorno alla tribalità ed essenzialità del suono. Credo che dipenda principalmente da cosa senti nella nostra musica.

Come Overself vi muovevate nell’abito più propriamente metal-hardcore pre-Neurosis…a parte l’esigenza di cambiare e la vostra crescita musicale, c’è qualcosa che vi ha particolarmente deluso in quel circuito?

Io non credo veramente che ci sia un circuito diverso da quello in cui siamo. Vedi, i locali sono li stessi, le etichette sono circa le stesse... e le grandi delusioni di solito arrivano da lì.

La vostra esperienza precedente è finita, ma cosa vi rimane più a cuore di quella storia?

Più di tutto, le relazioni che si sono create fuori e dentro la band. Poi tutto il sudore speso assieme per le piccole soddisfazioni.

Vi muovete spesso da Modena per suonare…ci sono 5 regole d’oro per chi sta in tour che volete consigliare a un gruppo che è all’inizio?

Se davvero ci tenete a suonare, accettate anche il fatto di non rientrare con le spese, di suonare in locali sconosciuti e il più delle volte semideserti, di spaccarvi il culo fino alle 5 a smontare amplificatori e compagnia. Accettato questo, il resto è ‘na passeggiata de salute!

L’Emilia romagna è da sempre una delle regioni da cui provengono i migliori gruppi italiani (ehm, d’Europa nel caso specifico di La Quiete, Settlefish & Death Of Anna Karina), come vi spiegate questa incredibile predisposizione?

Credo che sia in buona parte per un questione di richezza del territorio. Molte persone possono permettersi di comprare uno strumento ed iniziare a suonare. Inoltre, penso ci sia una buona cultura musicale, per esempio ho comprato Panopitcon in negozio, senza ordinarlo. Ci sono anche molti bei concerti, passando dai “soliti” Isis, Cult Of Luna, Pelican (che verranno a febbraio) fino a Tarentel, Grails... ma anche grandissime bands italiane come Zu e Rosolina Mar.

Andrea tu sei anche un grafico coi controcazzi…anche aldilà dell’ambiente propriamente musicale qual’ è il sito che dal punto di vista dell’impostazione grafica ti ha colpito di più ultimamente, oltre a quello delle Suicide girls logicamente?

Ti ringrazio dei controcazzi, anche se sinceramente sono solo un amateur (anche di Suicide Girls, ovviamente!). Un sito veramente cazzuto che ho visto ultimamente è fluid.nl. Spacca davvero.

Il vostro sito è caratterizzato da una grafica fortemente ispirata all’arte giapponese... ne siete appassionati? Vi piace il cinema orientale?

In realtà il sito dà quella impressione perchè è molto pulito, molto semplice, quindi viene fortemente caratterizzato dall’unica immagine presente, un ben noto Hokusai. Ad ogni modo, il Giappone mi appassiona molto. E’ una cultura dove il fortissimo legame con la tradizione si fonde con la tecnologizzazione più esasperata, dando luogo ad una serie di situazioni al limite del paradossale. Il cinema giapponese mi piace molto. La mia passione sono gli anime, che a differenza di quanto noi occidentali crediamo, sono per un pubblico adulto: vedi ad esempio Ghost In The Shell, Tokyo Godfathers, Millennial Actress...

Dove produrrete il vostro nuovo cd?

Anche questa volta ci affideremo a Riccardo “Paso” Pasini per la produzione, già noto per aver prodotto perle del calibro di Ephel Duath e The Secret. Inizialmente, abbiamo preso contatti anche con Aaron Turner, col quale pensavamo di missare il disco. Purtroppo si è dovuto tirare indietro all’ultimo momento per i troppi impegni che non gli avrebbero permesso di fare il mixing al meglio.
Quindi faremo registrazione, editing e mixing con Paso, per poi mandare il tutto a masterizzare in uno studio che ancora non è stato individuato con sicurezza.


Come avete reagito alla notizia dello scioglimento dei Dhmnz? Il fatto che un gruppo del genere abbia raccolto un quarto di quello che meritava, non vi scoraggia un po’ a fare questo genere in Italia?

Forse i Dhmnz sono arrivati troppo presto. Inutile dire che se non fossero stati romani ma, che ne so, di L.A., probabilmente avrebbero tracciato le strade di questo nuovo genere che non saprei bene come definire... (semplicemente post-core?). Il loro scioglimento non ci scoraggia più di tanto, seppure personalmente mi dispiaccia molto. Oramai sono alcuni anni che siamo a contatto con la realtà underground italiana e ne conosciamo tutti i limiti. E’ una situazione di cui bisogna essere coscienti se si vuole fare musica del nostro tipo in Italia. Questo non significa che si debba accettare le cose per come sono, ma neanche meravigliarsi eccessivamente di cosa può succedere a grandi gruppi come i Dhmnz.

Lasciateci pure tutti i vostri contatti e prossimi appuntamenti!

Il sito nuovo nuovo è www.atthesoundawn.com.
Stiamo organizzando un pò di date assieme agli amici The Orange Man Theory e Last Minute To Jaffna... Stay tuned!
www.musicaroma.it - Il Portale della Musica a Roma