HOMEPAGE/ARCHIVIO


Brain Donor

 









Anteprima BRAIN DONOR
I sub-umanoidi di Julian Cope

Era un afoso luglio 1999 quando l'inesauribile mente di Julian Cope decideva di partorire il progetto Brain Donor. Con in testa il proto metal dei leggendari Grand Funk Railroad e i rombi proto heavy dei Blue Cheer. Con lui i fidi Doggen e Kevlar. Sette anni fa lo stesso musicista dichiarava a riguardo: "Brain Donor employs pure sound. It's not intellectual...it is headbanging". Chiarissimo. A cinque anni dall'esordio ("Love Peace & Fuck"), a tre dallo studio/live ("Too Frued To Rock'n'Roll, Too Jung To Die") e ad uno dal best of destinato al mercato USA ("Brain Donor") arriva un inatteso come back: "Drain'D Boner". Quaranta minuti di ancestrale suono mutante compresso in cinque tracce. Tra no wave e garage rock. Tra trip post apocalittici e distillazioni sludge. Tra post punk e drammaturgia lirica. Il vero guru del nuovo millennio descrive la sua ultima opera come: "Non linear cuntedness". Un viaggio sonico atonale solo per deviati. Oggi al fianco di Cope c'è sempre il chitarrista Doggen con il supporto del drumming sabbathiano del nuovo batterista Mr. E che non può non ricordare un maestoso incesto tra Bill Ward e Don Brewer. Brain Donor è un esperimento. Che il 49enne di Deri ha accompagnato attraverso i suoi più intimi amori. Dagli esordi ispirati al folklore celtico, passando per la seminale esperienza krautrock fino a quest'ultima straniante visione umanoide. Il disco esce il 3 ottobre per la Invada Records. Mancarlo significherebbe non esistere.



Lista tracce:

1. Pa Doden's Trae
2. Nagasaki Mushroom
3. Where Do We Take U?
4. Metsamor
5. Just About Now


Emanuele Tamagnini
www.musicaroma.it - Il Portale della Musica a Roma