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Anteprima SPARTA
And also the threes
Con cadenza biannuale. Con tanta voglia di rimanere sotto il sole di El Paso. Per scaldare i cuori di chi non ha dimenticato. Oggi, se fossero ancora attivi, gli At The Drive In suonerebbero come gli Sparta. Che dalle ceneri di quella eccitante esperienza hanno preso vita e coscienza. La dolorosa scissione è stata netta. Da una parte è rimasta l'aggressività melodica che contraddistingueva quel fondamentale bagliore sonico, dall'altra quel seme è germogliato in un ambizioso/prolisso/contorto progetto di pseudo progressioni di maniera. Così artefatte e stucchevoli da non poter sembrare veritiere. Neanche per un attimo. A due anni da "Porcelain" (preceduto dal deflagrante Ep "Austere") e a quattro da "Wiretap Scars", gli "originali" Jim Ward e Tony Hajjar ritornano debuttando per la Hollywood Records. "Threes" è, diciamolo subito, un grande disco. Non ci sono perchè, non ci sono ma, neanche forse. Ed il 24 ottobre ne avrete la prova concreta. "Threes" vede inoltre esordire il chitarrista virginiano Keeley Davis (ex Denali, Engine Down) che aveva sostituito lo scorso anno il dimissionario terzo founder Paul Hinojos richiamato dalle spire marsvoltiane. La line up, completata dal bassista Matt Miller, è una nervosa macchina da guerra dai tratti EMO-zionali che segna il personale break-down. Dodici tracce prodotte da Dave Bassett in quel di Los Angeles che Ward descrive così: "I'd lost faith in a way of living. It wasn't that I didnt want to be with a girl anymore; I didnt want to do anything anymore...". E' il suono della disperazione. Senza fede. Senza amore. Dissonante. Malinconico. Familiare. Un colore d'Autunno. Il colore del deserto. Il colore del disco dell'anno.
Lista tracce:
1. Untreatable Disease 2. Crawl 3. Unstitch Your Mouth 4. Taking Back Control 5. Erase It Again 6. Atlas 7. The Most Vicious Crime 8. False Start 9. Weather the Storm 10. Red.Right.Return. (Straight in Our Hands) 11. Without a Sound 12. Translations
Emanuele Tamagnini |